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Lavoro e pandemia: chi ha guadagnato e chi ha perso. Tiriamo le somme!

Redazione Online by Redazione Online
12/10/2022
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Lavoro e pandemia: chi ha guadagnato e chi ha perso. Tiriamo le somme!
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Testo di Filippo Vallini

Le guerre, si sa, sono sempre servite anche a “smuovere” l’economia e c’è sempre stato chi ci ha guadagnato. Era dunque ovvio che, anche in questa “guerra” del Covid – prima della guerra “vera” in Ucraina – qualcuno ci dovesse guadagnare. Parliamoci chiaro, non è che adesso dobbiamo o vogliamo condannare chi ha saputo offrire servizi adeguati al momento difficile che stavamo attraversando. Quello che vogliamo sottolineare è che mentre a causa dei vari lockdown e dalle misure di contenimento dei contagi, l’impoverimento è stato generale e quindi è difficile stabilire una categoria o un gruppo che sia stato colpito più di altri, quelli che invece hanno fatto i soldi li conosciamo benissimo, soprattutto nel campo dei trasporti e della logistica. Per capirlo, partiamo dall’internazionale, per arrivare da noi dove, quasi a “cascata”, è avvenuto quello che è avvenuto nel resto del mondo. Anche se ci sono forti differenze tra le economie europee e quelle statunitense o asiatica, il modo in cui la crisi ha colpito è molto simile e gli stessi settori, da entrambi i lati dell’Oceano, sono stati favoriti o svantaggiati in maniera analoga. Tiriamo le somme!

AMAZON IN TESTA – 4.500 miliardi di dollari. È questa la cifra che qualcuno ha guadagnato tra il 2020 e il 2021 durante la pandemia. Mentre il mondo soffriva i contagi del Coronavirus e faceva i conti con lockdown, restrizioni, ospedali e reparti di terapia intensiva, c’era chi vedeva lievitare i propri guadagni. Secondo l’ultima classifica di Forbes, nella quale per entrare è necessario avere una ricchezza netta di 2,9 miliardi di dollari (800 milioni in più rispetto a un anno fa), ci sono 400 miliardari americani che con la pandemia sono diventati ancora più ricchi di prima. In testa alla classifica c’è il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, che resta in cima alla graduatoria per il quarto anno consecutivo, con un patrimonio di 201 miliardi di dollari, seguito da Elon Musk (Tesla) e Mark Zuckerberg (Facebook), con una fortuna rispettivamente di 190,5 e 134,5 miliardi. Dunque, il lockdown ha prodotto effetti negativi soprattutto nei settori che implicano uno spostamento fisico del consumatore, come la mobilità e il turismo. Però, proprio la necessità di portare le merci e i servizi a casa dei clienti in “quarantena” ha rafforzato le piattaforme che possiedono infrastrutture informatiche e logistiche per la consegna a domicilio, un’attività che nel caso delle merci combina un segmento digitale (che serve per raccogliere le varie richieste) e un segmento fisico (la consegna). Amazon, Alibaba e Deliveroo sono cresciuti sia nel valore di mercato, sia nei guadagni, come è cresciuto tutto l’eCommerce. In un solo mese, dall’inizio della crisi sanitaria, si è registrato un salto verso il digitale di 10 anni: le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono spostati a favore dell’eCommerce.

La crescita dell’eCommerce, lo sviluppo del delivery e il potere delle grandi piattaforme logistiche hanno portato enormi guadagni, ma non per tutti…
Woman hand accepting a delivery of boxes from deliveryman

L’ESPLOSIONE DELL’E-COMMERCE – Nei primi cinque mesi del 2020 sono stati 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, il 20% dei quali, secondo le stime di società specializzate, sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria. Negli stessi mesi del 2019, infatti, si registravano solo 700mila nuovi consumatori: si tratta della stessa crescita che il mercato eCommerce si aspettava anche nei primi 4 mesi del 2020, se non fossero subentrati Coronavirus e lockdown. È l’eCommerce il settore che è cresciuto e crescerà di più (fino a +55%) a livello mondiale con l’impatto del Coronavirus, seguito dal cosiddetto modern food retail (fino a +23%) e vendita all’ingrosso di prodotti farmaceutici (fino a +15%). Va da sé che, con la crescita dell’eCommerce, è cresciuto anche, di pari passo, il trasporto e soprattutto il delivery, cioè le consegne ma, prima ancora, hanno fatto un notevole passo avanti le piattaforme logistiche, dalle quali poi, di fatto, tutto deve passare.

LE AZIENDE DI AUTOTRASPORTO – E da queste piattaforme, molte delle quali legate alla grande distribuzione, dipendono anche le fortune delle grandi o piccole aziende di trasporto. I contratti con le piattaforme logistiche e con la grande distribuzione hanno fatto la differenza, per tanti autotrasportatori, tra il sopravvivere durante la crisi, chiudere i battenti o addirittura prosperare. In tutta questa catena, in questa cascata di guadagni, c’è comunque chi perde. Quanto guadagna, infatti, un autista che fa consegne a domicilio? E, ancora, che vita fanno un autista o un padroncino che lavorano per la GDO o per una grande piattaforma? La pandemia e la situazione internazionale hanno portato spesso un taglio degli utili e un aumento dei costi (per esempio del carburante) e anche così che molti hanno perso e stanno ancora perdendo.

Tags: Amazoncoronaviruscoviddeliverylogistica
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