23 Febbraio 2019

Editoriale: come si rinnova il parco circolante?

Come si rinnova il parco circolante?

Secondo i dati i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma…

Come si rinnova il parco circolante? Provvedimenti strutturali 

Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera o dalle richieste di clienti che puntano al risparmio a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi come la Sabatini o il superammortamento sono leggi da “una botta e via”, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. E su provvedimenti a favore dei mezzi più nuovi…

Come si rinnova il parco circolante? Che fare? 

Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante con imposte più alte dagli Euro 0 agli Euro 3. Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano. Al momento, però, gli incentivi della Finanziaria sono pensati soprattutto per la mobilità elettrica. È giusto occuparsi dell’ambiente, ma sarebbe ancora più giusto impegnarsi a favore di un settore fondamentale per l’economia del Paese.

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