17 Gennaio 2020

E se si fermassero i camion? Apocalisse in 30 giorni

Quasi nessuno ci pensa, ma nella nostra società, se si fermano i camion e i camionisti il caos è assicurato, e bastano pochi giorni per mettere in ginocchio un’intera nazione.

Nel corso del 2018 sono stati decine gli scioperi nel mondo dell’autotrasporto: dall’Asia all’Africa, dall’Europa al Sudamerica si sono alzate chiare e forti le grida di dolore di una categoria che si sente troppo spesso messa all’angolo.
E abbiamo visto immagini inquietanti, come quelle dei mercati generali di Rio de Janeiro, totalmente deserti, con sette milioni di persone che hanno vissuto momenti di panico di fronte ai banconi vuoti dei negozi. E solo grazie a queste scene la maggioranza della popolazione si è improvvisamente resa conto dell’importanza dell’autotrasporto. Ma quanti hanno davvero capito, fino in fondo, che cosa succede se si fermano i camion? Cerchiamo allora di fare chiarezza, per ricordare anche a noi stessi l’importanza fondamentale del nostro lavoro…

Apocalisse in 30 giorni 

DOPO 24 ORE: 

  • Si bloccano i rifornimenti delle attrezzature mediche e dei medicinali.
  • Gli ospedali cominciano ad avere difficoltà nel trovare le medicine di uso più comune.
  • Difficoltà nei rifornimenti di carburante, cominciano le code ai distributori.
  • Le aziende alimentari che lavorano prodotti freschi si bloccano.
  • Si interrompe la consegna dei pacchi espressi.

DOPO DUE TRE GIORNI:

  • Diventa impossibile trovare latte fresco, frutta e verdure.
  • Momenti di panico e disordini nei mercati e supermercati; corsa all’accaparramento di acqua e generi alimentari.
  • Tutti o quasi i distributori di carburante restano a secco; disordini alle poche pompe ancora operative.
  • Frutta e verdura marciscono nei campi.

DOPO UNA SETTIMANA

  • Il prezzo dei pochi prodotti alimentari ancora in distribuzione va fuori controllo, fenomeni di borsa nera e contrabbando.
  • I bancomat non vengono riforniti e le banche non possono effettuare nuove transazioni.
  • Si accumulano i rifiuti abbandonati nelle strade.
  • Blocco del trasporto marittimo e ferroviario di container.
  • I grandi allevamenti animali esauriscono le loro scorte alimentari.
  • Gli ospedali non sono in grado di operare correttamente.
  • Rivolte e disordini nelle grandi aree urbane, fenomeni di saccheggio e sciacallaggio.

DOPO DUE SETTIMANE

  • Blocco totale della circolazione per mancanza di carburante, chi non si è allontanato dalle grandi città, non è più in grado di farlo.
  • In caso di incendi o di emergenze mediche nessuno può intervenire in tempo utile, anche a causa dei veicoli abbandonati per strada.
  • Gli ospedali esauriscono anche le scorte di ossigeno.
  • Cominciano i problemi con l’acqua potabile

DOPO UN MESE

  • Blocco totale di ogni tipo di attività lavorativa, nessun mezzo di trasporto è in grado di funzionare.
  • Blocco degli ospedali. Esaurimento delle provviste di acqua potabile; problemi nella gestione degli acquedotti (gasolio per le pompe, pezzi di ricambio, rifornimento di prodotti per la depurazione delle acque ecc.).
  • Problemi con le centrali elettriche per mancanza di carburante.
  • Si trova da mangiare solo a caro prezzo e solo nelle aree di produzione diretta (quindi non nelle aree metropolitane).
  • Problemi sanitari dovuti all’accumulo di rifiuti nelle aree urbane.

 

 

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