14 Agosto 2019

Camionisti e salute: il nostro benessere vuol dire sicurezza

La salute dei camionisti; per star bene in cabina ci vuole poco, basta seguire i consigli di medici naturali che evitano i farmaci e promuovono un sano stile di vita, anche al volante. 
Il camionista è il mestiere più bello del mondo, ma provoca anche molti guai di carattere fisico. Rimanere al volante diverse ore al giorno, può procurare diversi problemi, conosciuti come “patologie del camionista”. Di che si tratta? Prima di tutto, ci sono i disturbi più diffusi, quelli cosiddetti “muscolo-scheletrici”, che riguardano le braccia e le gambe. La colpa è in gran parte della posizione di guida, che porta a malattie lombari. Che cosa possiamo fare per prevenirle? Ce lo spiega Riccardo Bianchini, osteopata naturale.

Salute dei camionisti: la posizione corretta

«Bisogna sedersi in modo corretto – spiega Bianchini – con lo schienale quasi dritto, perché una posizione inclinata favorisce lo scivolamento in avanti del bacino, compromettendo la giusta postura della schiena. Il busto non deve essere troppo distante dal volante, perché le braccia distese possono provocare formicolio o crampi dovuti a cattiva circolazione. Le ginocchia devono essere sempre più in alto del bacino. Anche le gambe non  devono essere troppo distese. Più la gamba è lontana da pedali, più si fa leva col tallone che, alla lunga, potrebbe infiammarsi. Stare a lungo seduti nella stessa posizione crea un ristagno del sangue nella zona lombo sacrale, che dà origine a dolori che di solito definiamo “mal di reni”. Un rimedio potrebbe essere quello di fermarsi ogni tre ore e mettersi sulla punta dei piedi per una quindicina di volte». Una regola essenziale, poi, è quella di togliersi il portafoglio dalle tasche posteriori dei pantaloni prima di sedersi. Lo spessore del portafoglio può creare danni seri, come la cosiddetta “sindrome del muscolo piriforme” o “sciatica mozza”, che è causa di dolore diffusi alla schiena e alle gambe.

Salute dei camionisti: l’alimentazione

Ci sono poi una serie di disturbi legati all’alimentazione. La posizione obbligata e la solitudine in cabina conducono spesso a una dieta esagerata. Si mangia per noia, per consolarsi o perché, appunto, si è soli. Non è per questo che si diventa obesi, ma quando si mangia male e in modo disordinato, peggiorano anche le performance di guida. Per questo, la nutrizionista Lucilla Ricottini ci ricorda di mangiare poco ma spesso e di bere sempre molta acqua. Le abbuffate fanno venire sonno e i digiuni prolungati del tipo: «Io a pranzo non mangio mai!» provocano cali di concentrazione, debolezza e mancanza di coordinazione muscolare. Secondo la nostra nutrizionista: «Bisogna fare spuntini ogni tre ore, mangiando frutta fresca o frutta disidratata che contiene potassio, composti fenolici e vitamine. Bene anche la frutta secca. Noci e mandorle, ad esempio, sono ricche di magnesio che aiuta le cellule muscolari a rilassarsi. Un altro snack molto indicato è la cioccolata amara che aiuta a mantenere alta la concentrazione». 

Salute dei camionisti: sonno e apnee notturne

Negli Stati Uniti, circa il 58% degli incidenti che coinvolgono solo un camion sono dovuti a stanchezza. Pierre Philip, neuropsichiatra del sonno all’Università di Bordeaux, in un suo studio sull’affaticamento al volante, spiega: «Il 60% dei camionisti soffre di sonnolenza nel 20% dei viaggi. D’altronde, gli autisti dormono poco e il 50%, se deve partire, dorme ancora di meno». Insomma, ci sono molti che si mettono al volante già stanchi. Come si affrontano questi problemi? Dormendo. Solo che è difficile fermarsi per un riposo quando si hanno appuntamenti per caricare o scaricare, quando stanno finendo le ore e si vuol tornare a casa, o quando non c’è un posto dove fermarsi. A volte, però, bastano un sonnellino di 20 minuti e due caffè per ripartire con più sicurezza. In questo periodo, infine, si discute delle apnee ostruttive del sonno. Si tratta di una sindrome per la quale, quando dormiamo, si ostruiscono le vie aeree e si blocca la respirazione. Questo fenomeno crea molti problemi, ma soprattutto ci impedisce di riposare bene e provoca sonnolenza, colpi di sonno e scarsa capacità di mantenere l’attenzione. Proprio per questo, il Ministero  della Salute ha recepito una direttiva europea e ha stabilito di monitorare i soggetti che presentano in modo grave questo problema, fino al punto di non dar loro la patente. Per tornare al volante, i pazienti dovranno presentare un certificato medico che dimostri che si sono curati e che sono guariti. Nei casi meno impegnativi, però, basta evitare gli alcolici (soprattutto 4 ore prima di andare a dormire), stare a dieta (più si ingrassa e più forti si presentano le apnee) e prendere qualche farmaco, rigorosamente su consiglio del medico.

Commenta via Facebook

Share this:
Tags:

Info redazione

redazione

  • Email