1 Dicembre 2019

Allarme! Ci stanno rubando l’autotrasporto

Perché ci stanno rubando l’autotrasporto? In dieci anni il nostro autotrasporto ha perso un miliardo e mezzo di fatturato e il 41% delle merci, mentre in Polonia il volume dei trasporti è cresciuto del 53%. Cioè, quello che prima portavamo noi, adesso lo portano i polacchi… Secondo i dati di UNRAE, l’associazione delle Case automobilistiche estere che operano sul mercato italiano, il nostro futuro sembra instabile e incerto. E, per capire perché, bastano tre numeri: negli ultimi 10 anni, i Costruttori hanno perso un miliardo e mezzo di fatturato, lo Stato ha perso 105 milioni di entrate fiscali e il settore ha perso 135.000 addetti. Il presidente dell’UNRAE, Franco Fenoglio, ha ricordato che, quando una fabbrica licenzia i suoi operai, se ne parla nei giornali e in tv, mentre per i 135.000 posti di lavoro persi (13 volte di più dell’Alitalia), nessuno ha detto una parola… Insomma, è evidente che l’autotrasporto è in forte flessione, ma quel che è peggio è che nessuno se ne accorge (tranne gli autotrasportatori). Il primo dato è impressionante: nel 2010, i vettori italiani portavano il 10% delle merci europee, oggi ne portano solo il 6%. Ma qualcuno invece cresce. Si tratta della Polonia, che rappresenta solo il 3% dell’intera ricchezza europea, ma fa trasporti per oltre il 18%. Detta in poche parole, l’Italia perde tonnellate di merci trasportate (-41%) mentre la Polonia, tra il 2007 e il 2017, ha visto crescere il volume dei suoi trasporti del 53%. In sostanza, quello che prima portavamo noi, adesso lo porta la Polonia. 

Ci stanno rubando l’autotrasporto: la cosiddetta “concorrenza asimmetrica”

Perché sta andando così? C’è una causa che tutti i camionisti conoscono, la cosiddetta “concorrenza asimmetrica”, tra noi e il blocco dei Paesi dell’Est. Anche se siamo in Europa e dovremmo avere tutti le stesse leggi, in realtà, all’Est i camionisti guadagnano meno e gli autotrasportatori hanno maggiori agevolazioni fiscali. In poche parole, loro sono aiutati e sostenuti e noi ci rimettiamo.  Ma non basta , perché la crisi del 2008 ha favorito una concorrenza sempre più agguerrita. Bisognava abbassare i costi e molte aziende se la sono presa con l’autotrasporto, imponendo prezzi sempre più bassi.
Oggi, noi facciamo soprattutto trasporto nazionale (un po’ di internazionale e pochissimo cabotaggio), mentre la Polonia, la Romania, la Slovacchia fanno poco trasporto locale, molto internazionale e, soprattutto, molto cabotaggio, cioè trasportano per conto terzi in altri Paesi dell’UE (la Slovacchia arriva al 42%). Questo cabotaggio quando non è più temporaneo – come dice la legge – diventa abusivo. Ma, proprio attraverso questa concorrenza sleale, molti Paesi (quelli dell’Est per primi) ci stanno rubando il nostro autotrasporto. E, ovviamente, quei pochi che rimangono assistono a una flessione spaventosa.

 

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