Per un camion elettrico destinato al lungo raggio la domanda fondamentale non riguarda soltanto quanti chilometri possa percorrere con una carica. Altrettanto importante è sapere quanto tempo serva per recuperare l’energia necessaria a ripartire.
Ed è proprio su questo terreno che Scania ha effettuato la sua prima ricarica MCS in Italia, utilizzando uno Scania 40 R presso due infrastrutture lungo l’asse del Brennero: la stazione del casello A22 di Bolzano Sud, gestita da Autostrada del Brennero, e quella di Varna, nei pressi di Bressanone, realizzata da Ide2n e gestita da kostner SERVICE STATIONS.
Il dato che interessa maggiormente chi lavora nel trasporto è immediato: con l’attuale sistema Scania, che può operare fino a 1.000 ampere, 30 minuti di ricarica possono permettere di recuperare circa 400 chilometri di autonomia.
Una distanza pensata per inserirsi nella quotidianità dell’autotrasporto: corrisponde infatti, secondo Scania, a quanto percorribile nelle 4 ore e mezza di guida che precedono la pausa obbligatoria del conducente.
Cos’è la ricarica MCS e perché è importante per i camion

MCS significa Megawatt Charging System ed è uno standard sviluppato specificamente per rispondere alle necessità dei veicoli industriali elettrici impegnati sulle lunghe distanze.
La differenza rispetto al CCS2, attualmente più diffuso nella ricarica dei truck elettrici, riguarda soprattutto la quantità di energia che può essere trasferita al veicolo nello stesso intervallo di tempo.
Il sistema MCS è progettato per gestire correnti e potenze molto più elevate, con una capacità potenziale che può arrivare fino a 3.000 ampere.
Nel caso dello Scania 40 R utilizzato per il test italiano, la ricarica MCS può raggiungere 750 kW e 1.000 A. Con il CCS2 lo stesso camion arriva invece a 375 kW e 500 A.
La potenza massima di ricarica viene quindi raddoppiata.
La pausa dell’autista diventa il tempo per ricaricare
È probabilmente questo il passaggio più interessante dell’intero progetto.
L’elettrificazione del lungo raggio diventa molto più difficile se il tempo necessario alla ricarica costringe il camion a soste aggiuntive rispetto a quelle già previste nell’organizzazione del viaggio.
L’obiettivo dell’MCS è differente: far coincidere il più possibile i tempi del camion con quelli del conducente.
Se durante una sosta di circa mezz’ora è possibile recuperare l’energia necessaria per altri 400 chilometri, la ricarica può essere inserita all’interno della missione sfruttando la pausa già prevista dopo 4,5 ore di guida.
Per un’azienda di trasporto significa poter ragionare sull’elettrico senza considerare necessariamente ogni ricarica come un ulteriore fermo operativo.
Scania 40 R: 540 CV e 400 kWh utilizzabili

Il protagonista della prova è uno Scania 40 R A4x2NB equipaggiato con motore elettrico EM C1-4.
La potenza raggiunge 400 kW, equivalenti a circa 540 CV, mentre la trasmissione utilizza un cambio GE14M1 a quattro rapporti.
La capacità complessiva installata delle batterie è di 445 kWh, suddivisi in cinque pacchi, dei quali 400 kWh utilizzabili. Con uno stato di carica del 90% l’energia disponibile indicata è di 405 kWh.
La motrice ha un passo di 4.150 mm e una massa di 9.690 kg.
Il dato tecnicamente più significativo resta però la capacità di accettare fino a 750 kW attraverso MCS, elemento indispensabile per sfruttare realmente le infrastrutture di ricarica ad altissima potenza.
Bolzano Sud, la prima stazione pubblica MCS italiana per camion
Il luogo scelto per il test non è casuale.
La stazione di Bolzano Sud, situata presso il parcheggio Firmian, è indicata come la prima infrastruttura pubblica italiana destinata ai camion elettrici dotata di tecnologia MCS.
La posizione lungo l’Autostrada del Brennero assume un’importanza strategica. L’A22 fa parte infatti di uno dei principali corridoi utilizzati dal trasporto merci europeo e rappresenta quindi un banco di prova particolarmente significativo per verificare le possibilità dell’elettrico sulle lunghe percorrenze.
La seconda ricarica è stata effettuata a Varna, nei pressi di Bressanone. La stazione gestita da kostner SERVICE STATIONS utilizza energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili: parte viene prodotta attraverso impianti fotovoltaici di proprietà e parte fornita da KOSI, provider energetico del Gruppo Kostner.
Alpitronic HYC1000: fino a un megawatt

Alle spalle della ricarica troviamo la tecnologia Alpitronic Hypercharger HYC1000.
Il Power Cabinet raggiunge una potenza massima di 1.000 kW, mentre attraverso il collegamento MCS il sistema può arrivare fino a 1 MW. Con CCS2 la potenza massima indicata è invece di 600 kW.
L’HYC1000 utilizza otto moduli e una gestione dinamica della potenza con granularità di 62,5 kW, operando in un intervallo di tensione compreso tra 150 e 1.000 V in corrente continua.
La disponibilità di colonnine capaci di erogare potenze di questo livello diventa uno degli elementi fondamentali per passare dalla sperimentazione dei camion elettrici al loro utilizzo su missioni più impegnative.
La prima ricarica MCS Scania in Italia mette in evidenza anche un altro aspetto: un camion elettrico adatto al lungo raggio serve a poco se lungo il percorso non esistono infrastrutture in grado di ricaricarlo abbastanza rapidamente.
Veicolo e colonnina devono quindi evolvere insieme.
Per questo il test ha coinvolto Scania, Autostrada del Brennero, kostner SERVICE STATIONS e Alpitronic. Costruttore del camion, gestore autostradale, operatore della stazione e produttore della tecnologia di ricarica diventano parti dello stesso sistema.
È un punto particolarmente importante quando si parla di trasporto professionale. Un automobilista può, entro certi limiti, modificare il proprio viaggio in funzione della ricarica. Un camion deve invece rispettare tempi di consegna, turni, percorrenze e soste, mantenendo la produttività richiesta dall’azienda.
Il vero banco di prova sarà il lungo raggio
La prima ricarica MCS effettuata da Scania in Italia rappresenta quindi soprattutto un passaggio verso una questione molto più grande: rendere il camion elettrico compatibile con i ritmi del trasporto professionale sulle lunghe distanze.
I numeri del test indicano la direzione. Lo Scania 40 R può ricevere fino a 750 kW e, secondo il costruttore, recuperare in 30 minuti circa 400 chilometri di autonomia.
Ma affinché questa possibilità diventi realmente utilizzabile su larga scala servirà una rete di infrastrutture MCS distribuita lungo le principali direttrici del trasporto.
Il punto non è soltanto avere camion con batterie più grandi. È poter ricaricare molta energia esattamente dove e quando serve, possibilmente facendo coincidere la sosta tecnica del veicolo con quella obbligatoria di chi lo guida.
È qui che la ricarica a potenze dell’ordine del megawatt può cambiare concretamente le prospettive dell’elettrico nel trasporto pesante.
Scania 40 R: scheda tecnica
Modello: Scania 40 R A4x2NB
Motore elettrico: EM C1-4
Potenza: 400 kW / 540 CV
Cambio: GE14M1 a 4 rapporti
Batteria installata: 445 kWh
Capacità utilizzabile: 400 kWh
Pacchi batteria: 5
Ricarica MCS: fino a 750 kW / 1.000 A
Ricarica CCS2: fino a 375 kW / 500 A
Passo: 4.150 mm
Massa motrice: 9.690 kg
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