Rhenus rafforza i collegamenti logistici tra Europa e Medio Oriente con un nuovo corridoio terrestre alternativo via Giordania, pensato per garantire continuità operativa in uno scenario internazionale sempre più complesso.
La nuova soluzione sviluppata da Rhenus collega l’Europa e la Turchia ai principali mercati del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Bahrein e Oman. L’obiettivo è offrire alle aziende una rete di trasporto più stabile e prevedibile rispetto alle tradizionali rotte oggi soggette a rallentamenti e criticità operative.
Secondo quanto comunicato da Rhenus, il servizio integra trasporto stradale e multimodale, permettendo una gestione più flessibile delle spedizioni e una maggiore continuità lungo l’intera supply chain.
Il nuovo corridoio ha già mostrato numeri importanti nelle prime settimane di attività. In meno di un mese sono state gestite oltre dieci spedizioni full truck load, per un totale superiore a 190 mila chilogrammi di merci trasportate. Un risultato che conferma la crescente esigenza delle aziende di individuare percorsi alternativi affidabili per mantenere efficienti i flussi logistici tra Europa e Medio Oriente.
Rhenus: corridoio logistico Europa Medio Oriente via Giordania
Il servizio è stato progettato per adattarsi a differenti esigenze industriali grazie all’impiego di mezzi centinati fino a 24 tonnellate e refrigerati fino a 23 tonnellate. La rete consente inoltre l’integrazione con collegamenti marittimi e aerei, ampliando ulteriormente le possibilità operative per le imprese coinvolte nelle spedizioni internazionali.
Tra i casi concreti già gestiti da Rhenus figura una spedizione time-critical destinata al settore Oil & Gas. La merce, partita da Lione e diretta a Dubai, è stata consegnata in 18 giorni attraverso una combinazione di trasporto stradale e collegamenti ferry via Trieste, Mersin e Giordania. Un’operazione che ha permesso di evitare rallentamenti produttivi al cliente finale.
Per Rhenus, il nuovo corridoio rappresenta una risposta diretta alle tensioni geopolitiche e alle difficoltà che stanno influenzando le catene di approvvigionamento globali. L’azienda punta così a rafforzare resilienza, controllo e flessibilità delle operazioni logistiche tra Europa e Medio Oriente.
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