In quest’ultima edizione di Misano, anche i visitatori più distratti, davanti allo stand Renault Trucks, dovevano per forza fermarsi a osservare due gioielli esposti dalla Losanga come un omaggio agli autotrasportatori del Week end del Camionista. Si trattava infatti di due T-High personalizzati con grande fantasia, in modo da rendere quei veicoli nati per il lavoro mezzi unici pronti a soddisfare l’orgoglio dei camionisti. Naturalmente, anche noi – che passavamo di là – ci siamo fermati a guardare che cosa avevano combinato gli amici di Renault Trucks e, siccome ne valeva la pena, ci siamo fatti raccontare tutti i dettagli di questi due interventi. Cominciamo con il Renault Trucks GT.
RENAULT TRUCKS GT

È un T-High 480 TC (Turbocompound), che è stato progettato per aggiungere grinta e slancio a una linea pulita fatta per lavorare comodamente, ma sul serio.
Però, non ci sono solo i km, c’è anche la passione e questo T-High GT racconta con eleganza una storia che riguarda le corse e la voglia di arrivare sem-pre per primi. “Tutto“, spiega Gabriele Coacci di Gabry Garage, che ha realizzato il progetto “è partito da un colore, una specie di azzurro che tecnicamente viene chiamato Tiffany. Il camion è arrivato così e questo azzurro molto raro ci ha fatto venire in testa molte idee, di cui abbiamo parlato con i responsabili Renault Trucks. E alla fine abbiamo deciso di aggiungere l’arancio, che ricorda il vecchio Gulf delle gare di Le Mans e un bianco rigorosamente opaco. L’intenzione era creare un contrasto non solo cromatico, ma anche nella lucentezza delle superfici. Ed effettivamente, ogni centimetro di questa livrea è studiato con la massima attenzione. Vediamo bene come Gabriele ha utilizzato i suoi tre colori“.
Tiffany, Arancio e Bianco
Il fondo, è ovvio, è il Tiffany di cui ci ha parlato Gabriele. Sul muso poi, corre una doppia fascia bianca (opaca) che rievoca lo spirito del racing e che viene sottolineata da una bella linea arancio. Questa composizione parte dal tetto della cabina e scende fino al profilo anteriore in vetro-resina che serve ad abbassare il camion. In mezzo, proprio al centro, c’è il nome Renault GT, che fa un bel gioco, perché è in arancio con una sottolineatura bianca. E, poco più sotto, il logo Renault Trucks arancio su nero, retroilluminato.
E passiamo ai lati della cabina, dove non c’è niente tranne una ripresa del nome, GT High, in arancio. È il segno di un lavoro per sottrazione: meno fai e meglio è. Ed è il piacere di una customizzazione che non deve riempire ogni angolo del camion, perché bastano gli abbinamenti dei colori a completare il gioco. Solo in fondo, c’è una ripresa della doppia striscia bianca (sempre opaca), che arriva fino alle minigonne in vetroresina punteggiate da cinque LED ciascuna. Ma lavorare con eleganza non vuol dire essere avari di idee. E infatti su questo Renault GT ce ne sono molte.

Tante idee
Andiamo al contrario, partiamo dal retro. Il telaio e la ralla sono coperti e dipinti sempre in Tiffany, ma con inserti bianchi e arancio che riprendono i colori anteriori. Dietro, però, c’è un profilo in vetroresina che ha la funzione di diffusore dell’aria, ma che rievoca scarichi posteriori come un’auto. Si tratta insomma di un’immagine aerodinamica e più aggressiva, che si sviluppa anche nella parte posteriore del camion.
La telecamera posteriore resta al suo po-sto in un vano dedicato che non viene nemmeno verniciato. Poi tocca alle ruote, che hanno coprimozzi arancioni e cerchioni bianchi, con i 10 bulloni che emergono lucidissimi e si fanno subito notare. C’è infine da notare la barra sopra il tetto della cabina, che non porta le luci abbaglianti (che sarebbero proibite e devono essere coperte), ma che ha LED forti e ben visibili. Quello che ci importa, però, è che finora abbiamo visto barre cromate oppure verniciate con un solo colore, e invece, in questo caso, i colori seguono quelli della cabina e spezzano così con un bel ritmo la continuità della barra. È un’idea nuova e molto interessante.
Il Tiffany, l’arancio e il bianco li ritroviamo pari pari anche in cabina: sull’interno degli sportelli, sulla tenda (che è grigia, ma che finisce con una striscia di stoffa azzurra e arancio), sul pianale tra i due sedili, con il logo Renault e anche sul cruscotto. Insomma, la grammatica degli interni segue in pieno quella degli esterni, ma con un risultato in più: lo spazio abitabile sembra più ampio e l’atmosfera che si respira con quei colori da corse sporti-ve diventa improvvisamente accogliente e sereno. Questo effetto è dovuto all’ampio spazio centrale reso ancora più evidente dal Tiffany del tappeto. Si tratta dunque di un lavoro completo e scintillante di creatività. E non è il solo. Per motivi di spazio non possiamo soffermarci troppo su questa nuova provocazione di Renault Trucks, ma dobbiamo dargli un’occhiata, perché anche qui c’è un impegno sul colore che merita attenzione.
T-Sonic
È un T-High 480 DE 13, anch’esso con Turbocompound, battezzato T-Sonic, che è stato realizzato tutto in casa, nell’offici-na di Pero, dove si trova la sede italiana di Renault Trucks. È una personalizzazione che si muove su un territorio più consueto, con una serie di adesivi aerodinamici che effettivamente danno molta energia alla linea della cabina.
Colori potenti

Ma, come per il GT, anche per questo modello è una questione di colori. C’è un blu che vale doppio: se lo guardiamo all’ombra sembra più chiaro, se lo guardiamo al sole assume una sfumatura quasi viola. È un effetto sorprendente, arricchito da un giallo fluo molto potente, che parte dai lati della cabina e invade il muso. C’è poi un bell’azzurro sostenuto da un filo bianco che sembra tenere sotto controllo la forza del vento. Si tratta di una composizione molto efficace, che è stata arricchita anche da un po’ di acciaio.
Classico di successo
Intendiamoci, si tratta di barre Lighfix, verniciate in nero: non c’è niente di cromatico o super brillante, perché questo camion vuol farsi notare, ma che non cerca di abbagliare. La barra superiore porta i classici sei fari, con i montanti che scendono fino al parasole. È una bella soluzione perché sfrutta una struttura già sistemata e colorata. In basso, sotto la targa, vediamo una piccola composizione di tre barre fuse insieme con qualche LED, che proseugono anche sui fianche del trattore. Si tratta di una combinazione classica, con interni originali (o quasi), ma che prende forza dal mix di colori con cui è realizzata e che ha conquistato l’interesse di molti appassionati che si sono fermati ad ammirarla.
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