IVECO ci ha invitato ai suoi Electric Days, una presentazione della sua gamma elettrica e di tutti i servizi collegati, all’Industrial Village di Torino. Noi siamo andati subito a osservare da vicino le novità più interessanti. Ma c’era anche una sorpresa: come ha spiegato con orgoglio Massimiliano Perri, Direttore Generale IVECO per il Mercato Italia dal novembre 2021, durante il suo impegno al vertice dell’azienda, cioè dal 2022 al 2025, la Casa torinese ha raggiunto le 100.000 immatricolazioni, un numero impressionante, che ha motivato l’aria di festa che si respirava tra i mezzi in esposizione e soprattutto l’arrivo di una bella torta con la scritta “100.000 di questi giorni”!
Massimiliano Perri, Direttore Generale IVECO per il Mercato Italia è entrato nel vivo della sua presentazione, durante la quale ha spiegato alcuni punti importanti. Primo, che ormai IVECO non vende più solo veicoli, ma anche soluzioni di trasporto, cioè servizi specifici pensati e organizzati per supportare gli autotrasportatori. Tanto per fare un esempio, ha spiegato come il soccorso stradale e le riparazioni dei singoli veicoli si risolvono nel 78% dei casi in appena sei ore. Ma di questo parleremo nei prossimi numeri.
Il General Manager Iveco, ha affrontato il tema del rapporto con i clienti, cui non si possono più imporre scelte forzate. Gli autotrasportatori ragionano sulla base del loro lavoro e dei loro viaggi e quindi possono orientarsi liberamente di fronte a una gamma ricchissima di modelli e di trazioni.
Se questo è il primo pilastro su cui si basa un rapporto sano con il cliente, il secondo pilastro riguarda la qualità, sia dei prodotti che dei servizi, che prevede un grande impegno dell’intera azienda, dei partner e della rete di concessionari e officine.
Perri ha spiegato l’approccio multi-energia di IVECO: “Noi proponiamo la decarbonizzazione del trasporto, ma senza imporre un sistema particolare. Offriamo una gamma completa di propulsioni alternative e poi il cliente adotta quella che gli conviene». La scelta parte dai motori termici alimentati ad HVO, passa per quelli a biometano (CNG o LNG), arriva fino ai veicoli elettrici e prevede già da ora l’impiego dell’idrogeno (al momento piuttosto lontano, ma in prospettiva molto utile)“.
Iveco eJOLLY ED eSUPERJOLLY

Ma, parlando di gamma elettrica, sono stati presentati subito due van che avevamo visto in anteprima all’evento internazionale 50xBeyond. Si tratta dell’eJolly e dell’eSuperJolly, due veicoli 100% elettrici, in collaborazione con Stellantis Pro One, che vengono affiancati al già ricco assortimento IVECO.
L’eJolly (MTT da 2,8 a 3,2 ton) è stato progettato per consegne urbane, ma ha anche buone possibilità di allestimenti specifici, come quello frigo. Ha una gradevole plancia di stile automobilistico e promette belle sorprese a chi fa logistica, grazie alla sua autonomia che va dai 220 ai 350 km.
L’eSuperJolly (MTT da 3,5 a 4,25 ton), invece, può caricare fino a 5 europallet, ed è stato previsto per la distribuzione urbana, ma anche per quella regionale, perché ha un’autonomia di circa 400 km e ha una plancia come quella dell’eDaily.
Poi, c’erano il classico eDaily e l’eMoovy, che si propone come il mezzo giusto per le consegne urbane. Ma di questo parleremo più a fondo nel prossimo numero.
E i mezzi pesanti?
C’erano anche i mezzi pesanti, o meglio c’era l’IVECO S-eWay in due versioni: trattore o cabinato. Li abbiamo provati tutti e due e ci sono sembrati davvero convincenti.
Cominciamo con il trattore…
Prova IVECO S-eWAY TRATTORE

L’Iveco S-eWay trattore 4×2 che abbiamo provato si presenta come un mezzo di grande efficienza operativa, con una potenza all’assale elettrico di 480 kW.
Ha il muso completamente ridisegnato, con una calandra nera a nido d’ape di grande impatto. Ma soprattutto mostra un frontale allungato di 16 cm, che ne migliora le qualità estetiche e consente anche una migliore penetrazione aerodinamica, con un conseguente risparmio di energia.
Si tratta di un veicolo destinato a trasporti di medio e lungo raggio, e può permetterselo perché, grazie a una configurazione con tre pacchi batteria a LFP (litio-ferro-fosfato), per un totale di 603 kWh, offre un’autonomia di circa 600 km.
Sono interessanti anche le prestazioni di ricarica: con una colonnina da 350 kW in corrente continua, questo Iveco S-eWay impiega circa un’ora per passare dal 20 all’80%, il tempo necessario all’autista per concedersi una pausa.
La nostra è stata una prova su strada su un percorso di circa 30 km, intorno alla zona di Settimo Torinese, prima su un tratto urbano e poi su una superstrada. Siamo saliti in cabina, una AS (Active Space, la più grande) e ci siamo trovati subito in un ambiente di lavoro accogliente e comodo. Soprattutto il letto, che abbiamo provato con grande soddisfazione, ci è sembrato ampio e morbido. Al posto di guida, l’autista è servito da due schermi digitali, quello di guida e quello dell’infotainment. In più, ci sono i due display delle telecamere che hanno sostituito
gli specchi retrovisori.
Viaggiavamo carichi, con 40 ton a terra e, come sempre, i primi due punti forti che abbiamo notato riguardano la ripresa e la silenziosità. Viaggiavamo in modalità ECO (ci sono poi la Normal e la Performance), ma nonostante questo abbiamo percepito chiaramente l’accelerazione. Anche il comfort di guida è accresciuto dalla sensazione di muoversi in una “bolla silenziosa”, nella quale si vive tranquillamente e senza essere disturbati dai rumori del traffico.

Un altro aspetto interessante riguarda il rallentatore, che consente anche una bella frenata rigenerativa. Per provarlo, abbiamo viaggiato senza mai toccare il pedale del freno (tranne che per fermarci davvero), perché i sei scatti disponibili ci hanno aiutato a muoverci facilmente nel traffico, soprattutto alle rotonde, decelerando quando serviva. In sostanza, si tratta di un freno motore molto potente, che funziona come un potenziometro, dà cioè più o meno energia al motore in modo da ridurre la velocità al momento opportuno. E infatti, il sesto scatto arriva fin quasi a fermare il camion.
È ovvio che non basta una trentina di km per stabilire tutte le qualità di un camion, ma c’è un punto sul quale vale la pena riflettere un po’. Tutto l’impianto di questo trattore è pensato per renderlo più conveniente. “Ormai – come ha detto Massimiliano Perri – l’acquisto di un camion si motiva valutando la convenienza dell’autotrasportatore». Così, con una serie di accorgimenti ben calibrati, questo trattore ha dimostrato che anche un camion elettrico può trasformarsi in un affare, che costa il meno possibile ed è ormai redditizio”.
IVECO S-eWAY CABINATO
L’IVECO S-eWay Cabinato che abbiamo provato, si distingue un po’ dalla versione trattore. Si tratta infatti di un tre assi 6×2, con terzo asse sterzante e con un allestimento frigo Lamberet, con motore Thermo King applicato sopra la cabina, che proprio per questo è più bassa e risulta leggermente più compatta. Si tratta di un veicolo che a peso lordo (tara più carico) arriva a 28 ton e al quale si può agganciare un rimorchio per arrivare fino a 44 ton. La sua configurazione prevede 7 batterie da 490 kWh, con una potenza di 480 kW (645 CV). L’autonomia rende tranquillo il lavoro per ben 400 km e poi, con una colonnina di 350 kW, si può ricaricare la batteria dal 20% all’80% in circa 45 minuti.
La mission di trasporto di questo cabinato riguarda il medio raggio e prevalentemente le consegne urbane, ma ha un passo di 4800 mm, che è piuttosto lungo e dovrebbe rendere il camion poco maneggevole. Invece, grazie al terzo asse sterzante, anche dove il traffico è più frenetico, il nostro cabinato si è mosso in tutta tranquillità. Forse, il raggio di sterzata risulta un po’ ampio e a volte, per tornare indietro di 180° in spazi non proprio comodi, potrebbero essere necessarie due manovre. Ma già per una svolta di 90°, il terzo asse sterzante rende tutto più facile.
Anche con questo modello abbiamo viaggiato sulla stessa superstrada dell’IVECO S-eWay trattore e abbiamo percorso più o meno 30 km, ma con una deviazione che ci ha portato in città e che ci ha mostrato come si comporta questo cabinato sui percorsi urbani. Come d’abitudine, grande silenziosità in cabina e una bella accelerazione, che questa volta abbiamo provato in modalità Performance e con un carico rilevante. Ebbene, in 200 metri siamo arrivati a 60 all’ora senza nemmeno accorgercene sfruttando un picco di potenza di circa 30 secondi che aiuta l’autista nei sorpassi o sulle salite più ripide. Insomma, si tratta di un mezzo grintoso che offre anche buoni risparmi di energia. Per il nostro test (quindi per 30 km), abbiamo consumato il 3% della ricarica: un risultato che rende conveniente il lavoro. Attenzione, il frigo era spento, ma il Thermo King garantisce consumi all’osso.
Segnaliamo ancora alcuni particolari che, nel corso del nostro test, ci sono sembrati rilevanti: come per il trattore, anche per questo cabinato abbiamo “sentito” la forza del rallentatore a 6 scatti e l’utilità di una frenata rigenerativa potente (anche per questo abbiamo avuto un consumo ridotto). Ottimo l’utilizzo delle telecamere di retrovisione, cui si aggiunge anche una telecamera posteriore per le manovre. Purtroppo, le strade che abbiamo attraversato avevano spesso un fondo tormentato con buche e increspature dell’asfalto, ma ce ne siamo accorti poco, perché il nostro cabinato era dotato di soffioni sull’asse anteriore e di quattro sospensioni pneumatiche sotto la cabina. Insomma, abbiamo viaggiato, qualche volta ballando un po’, ma dolcemente e in sicurezza. Possiamo quindi dire che, anche in questo caso, il veicolo è risultato efficiente e comodo, ma tutti e due gli IVECO S-eWay, il trattore e il cabinato, si sono dimostrati all’altezza delle sfide del medio e lungo raggio e per tutte le mission che richiedono autonomia, capacità di carico e continuità di servizio.
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