Ogni giorno migliaia di pacchi attraversano la rete logistica italiana, ma una piccola parte non riesce a raggiungere la propria destinazione. Etichette deteriorate o staccate possono infatti rendere impossibile identificare mittente e destinatario. Da questa criticità nasce il progetto sviluppato da GLS Italy e Fondazione Francesca Rava, che punta a trasformare le spedizioni non reclamate in una risorsa per persone e comunità in condizioni di fragilità.
L’iniziativa GLS Italy presentata al Meeting di Rimini, riguarda i cosiddetti “pacchi orfani”, ovvero quelle spedizioni che, nonostante le verifiche effettuate dall’operatore logistico, non possono più essere ricondotte al loro percorso originario.
Prima di entrare nel programma, infatti, ogni collo viene sottoposto a un processo di controllo che utilizza anche sistemi di riconoscimento e videoanalisi integrati nella rete nazionale e internazionale GLS. L’obiettivo prioritario rimane individuare mittente o destinatario e completare normalmente la consegna.
Soltanto quando questi tentativi non portano a un risultato e sono terminate le procedure previste, i pacchi non reclamati dagli aventi diritto possono essere affidati alla Fondazione Francesca Rava.

Dai magazzini GLS a oltre 1.000 enti in tutta Italia
A quel punto comincia una seconda fase. Il contenuto viene valutato e catalogato per stabilire se e come possa essere riutilizzato. La Fondazione può contare sul rapporto con oltre 1.000 enti presenti sul territorio nazionale, tra case famiglia, comunità per minori e centri di accoglienza straordinaria.
I prodotti ancora utilizzabili possono così essere indirizzati dove esiste una necessità concreta oppure impiegati negli interventi emergenziali realizzati in Italia e all’estero. Un’altra parte viene redistribuita attraverso i Temporary Solidali della Fondazione.
Quando invece un bene non può essere riutilizzato, dove possibile viene consegnato ad aziende specializzate nel recupero dei materiali e dei componenti. Il principio seguito dal progetto è quindi preciso: prima il riutilizzo con finalità sociali, poi il riciclo.
Recuperati 3.873 pacchi nei primi mesi

I numeri della fase sperimentale permettono già di comprendere la dimensione dell’iniziativa. GLS Italy ha affidato alla Fondazione Francesca Rava 3.873 pacchi.
Di questi, 2.682 sono stati redistribuiti attraverso i Temporary Solidali, mentre altri 170 sono stati utilizzati per sostenere interventi emergenziali. I restanti 1.021 pacchi sono stati destinati ad aziende specializzate nel riciclo.
Gli interventi hanno interessato strutture distribuite sul territorio italiano, tra cui case famiglia, comunità mamma-bambino, strutture dedicate ai minori non accompagnati, empori solidali e presidi sanitari. Il progetto ha inoltre contribuito ad attività in Ucraina e presso l’ospedale pediatrico NPH St. Damien ad Haiti.
L’operazione prova quindi a intervenire contemporaneamente su due problemi tipici della gestione logistica: da una parte beni che occuperebbero spazio nei magazzini e potrebbero essere destinati allo smaltimento, dall’altra prodotti ancora utilizzabili che possono rispondere a necessità reali.
Logistica ed economia circolare

Per Guido Bertolone, CEO di GLS Italy, il progetto nasce dall’incontro tra le competenze logistiche dell’azienda e la conoscenza dei bisogni sociali sviluppata dalla Fondazione. L’obiettivo resta consegnare ogni spedizione al destinatario corretto, ma quando questo non risulta più possibile si apre la possibilità di recuperare il valore dei beni anziché disperderlo.
La collaborazione introduce così un’applicazione concreta dei principi dell’economia circolare nel settore delle spedizioni, trasformando quello che normalmente rappresenterebbe un problema operativo e un costo di gestione in una possibile risorsa.
Un ruolo è affidato anche al volontariato aziendale. Dipendenti di diverse imprese partecipano infatti alle attività di recupero e inventario dei prodotti, contribuendo alla gestione dei beni destinati al progetto.
La fase successiva prevede l’ampliamento progressivo della capacità operativa e lo sviluppo di indicatori più dettagliati per misurare quantità e tipologia dei prodotti recuperati, destinazioni, persone raggiunte e materiali avviati al riciclo.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a un modello replicabile che possa ridurre ulteriormente gli sprechi nella logistica. Perché un pacco che non può più raggiungere il destinatario originario non deve necessariamente diventare un rifiuto: se il contenuto è ancora utilizzabile, può semplicemente trovare una nuova destinazione.
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