4 Novembre 2019

Furti sui camion: sempre di più, sempre peggio!

L’avevamo raccontato un paio di numeri fa: una ricerca Viasat aveva documentato che nel 2018 i furti sui camion (e dei camion) in Italia erano cresciuti all’improvviso e in modo travolgente. Fino al 2017, la tendenza era sempre stata al ribasso, ma l’anno scorso si è verificato un aumento del 112,45%. E c’è di peggio, perché oltre ai furti sui camion, si è visto che ritrovare i camion rubati è sempre più difficile: nel 2017 se ne recuperavano più o meno il 56%, mentre nel 2018 la percentuale è scesa al 40,12%. Si tratta di cifre che fanno impressione, ma che ora sono confortate da un allarme che si diffonde sempre di più in tutta l’Europa. E infatti la Transported Asset Protection Association (la Tapa, cioè l’associazione nata per proteggere il trasporto delle merci su gomma) rincara la dose: nel 2019 sta andando peggio che nel 2018.

Furti sui camion: aumenti europei

Thorsten Neumann, responsabile di Tapa per l’Europa, spiega che, nel 2018, i furti di camion interi (non solo del carico) in tutto il continente sono stati 3981. Ma che in quest’anno, il numero dei furti fino a febbraio è aumentato del 77% rispetto all’anno precedente. Ci preoccupiamo per le faccende di casa nostra? Errore. Perché chi sta peggio, una volta tanto, non siamo noi, ma l’Olanda e la Gran Bretagna, dove i mezzi pesanti subiscono furti perfino di container. Ma come funzionano le strategie delle bande criminali che depredano i camion e a volte rapinano anche i camionisti? Il TT Club, cioè il principale fornitore di servizi assicurativi e di gestione dei rischi del settore dei trasporti e della logistica, concorda con Tapa: in Europa, le prime vittime di furti di merci sono i camion, ma quello che conta è che questi furti avvengono solo nel 4% nei magazzini di logistica, mentre tutti gli altri si verificano nei parcheggi e nelle aree di sosta. Un altro studio della Commissione europea certifica che il 75% dei furti avviene proprio nei parcheggi. Insomma, le cifre del TT Club e della Commissione UE non coincidono del tutto, ma indicano una tendenza che è davvero allarmante. Se ci si ferma a riposare, soprattutto di notte in un’area di sosta non vigilata, si corre il rischio di essere derubati o rapinati…

Furti sui camion: professionisti e dilettanti

Andiamo più a fondo. Chi sono i ladri e perché sono diventati così pericolosi? Pochi mesi fa, in un solo weekend, si sono verificati 4 furti di container: uno in Francia, un altro in Belgio, uno in Olanda e, per finire, un altro in Inghilterra. Totale della refurtiva: 4 milioni e mezzo di euro. Di fronte a cifre così pesanti, è ovvio che i ladri diventino sempre più professionali. L’idea è di sfruttare il brevissimo tempo che serve alla polizia per mettersi in moto, per far sparire il camion o il suo semirimorchio. Le bande  criminali, insomma, sono così organizzate che riescono in poche ore a far evaporare qualunque traccia delle merci rubate. Solo che, oltre alle organizzazioni più sofisticate, ci sono anche ladri, diciamo così, dilettanti che agiscono nel modo classico. Ed è proprio su questo punto che occorre riflettere. La tecnica più diffusa (il 50% dei casi) riguarda il taglio del telone. L’autista si fer- ma in un’area di sosta non protetta (magari perché gli sono scadute le ore), si chiude, pensa di essere al sicuro, dorme e, quando si sveglia, scopre che le merci che portava non ci sono più. La ricerca del TT Club mostra anche alcuni curiosi dettagli dei furti. Per cominciare, i ladri agiscono soprattutto il mercoledì, il giovedì e il venerdì, mentre la domenica (cioè quando i camion circolano di meno) anche le bande più organizzate si riposano. Le merci più rubate sono alcol e tabacco (il 21%), prodotti di consumo (il 15%), bevande e alimenti(il 10%), l’abbigliamento – meglio se griffato (il 7%) e l’elettronica di consumo (il 6%). Ma a questa statistica, Tapa aggiunge un allarme che impensierisce sia i camionisti che le forze dell’ordine: «Ormai – dice Thorsten Neumann – non ci sono più merci che non interessano i ladri. Le bande rubano interi camion e non importa quello che portano. Possono essere biciclette, scarpe, macchine per il caffè, aspirapolvere. Spariscono perfino i semilavorati!». Insomma, non solo crescono i furti, ma si allarga anche il ventaglio delle merci in pericolo! Come si fa a fermare questa tendenza? Ormai è accertato che la maggior parte dei furti avviene nelle aree di sosta. E non solo, perché è lì che crescono il numero delle rapine, delle minacce e anche quello delle molestie alle autiste donne. E così a Bruxelles si discute su come sconfiggere il fenomeno, perché il grosso della movimentazione delle merci avviene su strada e, proprio per questo, non è possibile che i camionisti debbano viaggiare in condizioni d’incertezza e di pericolo. Per questo, si parla di alzare il livello degli standard di sicurezza nelle aree in autostrada. Ci vogliono parcheggi custoditi e ben protetti, ma da noi, dove non si riescono a tenere puliti i bagni ed è difficile perfino farsi una doccia, possiamo sperare in aree di sosta più sicure? La domanda, per ora, rimane senza risposta…

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