Nel contesto di Transpotec Logitec 2026 prende forma “Guida il Futuro: orientamento alla carriera nei trasporti e nella logistica”, iniziativa sviluppata in sinergia con Next Mobility Exhibition 2026 e con il contributo di E4Impact per la dimensione internazionale. L’obiettivo è chiaro: ridurre il divario tra formazione e mercato del lavoro, costruendo percorsi concreti e strutturati per l’inserimento professionale.
Il progetto si muove su un piano operativo preciso, che punta a collegare Paesi di origine, sistema formativo e imprese italiane. Non si tratta solo di creare opportunità, ma di sviluppare una mobilità professionale qualificata, regolata e sostenibile. La selezione dei talenti, la costruzione di corridoi formativi trasparenti e l’allineamento delle competenze alle reali esigenze del settore rappresentano i pilastri dell’iniziativa.
Secondo Alessandro Finicelli, il nodo centrale è la creazione di un modello integrato che metta in relazione scuole, università, enti di formazione e imprese, anche su scala internazionale. In questo scenario, il contributo di E4Impact diventa strategico per sviluppare percorsi sostenibili e strutturati, capaci di generare occupazione qualificata.
Formazione e lavoro nella logistica tra domanda e offerta
Il cuore operativo del progetto sarà la Job Matching Arena, uno spazio progettato per favorire l’incontro diretto tra aziende e candidati attraverso agende strutturate. Qui entreranno in gioco le esigenze concrete del mercato: macchinisti, operatori logistici e profili tecnici, figure oggi sempre più difficili da reperire.
Il processo parte da una mappatura precisa dei fabbisogni e si traduce in percorsi formativi su misura. In alcuni casi sarà sufficiente una preparazione linguistica seguita dall’inserimento in academy aziendali già esistenti; in altri, si renderanno necessari programmi più articolati, sviluppati anche nei Paesi di origine o attraverso circuiti formativi certificati.
All’interno della Job Matching Arena saranno coinvolti grandi operatori del settore e associazioni di categoria come ALSEA, con l’obiettivo di costruire una rete operativa capace di mettere a sistema competenze, formazione e opportunità occupazionali.
Il contributo di Mario Molteni offre una prospettiva più ampia, legata al concetto di circular labour migration. L’idea è creare percorsi in cui i lavoratori possano acquisire competenze in Italia e, successivamente, decidere se rientrare nei Paesi di origine per avviare nuove attività o contribuire allo sviluppo locale.
Un modello che richiede coordinamento e visione. Le criticità non mancano: lingua, certificazioni, tempi formativi e test attitudinali rappresentano ostacoli concreti. Per questo diventa fondamentale una regia condivisa tra imprese, istituzioni e sistema educativo, capace di rendere il processo efficace e rapido.
L’iniziativa segna l’avvio di un percorso strutturato, con l’obiettivo di trasformare il disallineamento tra domanda e offerta in un’opportunità concreta per il settore dei trasporti e della logistica.
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