12 Luglio 2019

Divieti per i trasporti eccezionali sulle autostrade genovesi

Da Martedì 9 Luglio Luglio è scattato il divieto di transito per i mezzi con massa superiore alle 44 tonnellate su alcune tratte del nodo genovese.

I divieti riguardano:

  • A-26 (Voltri-Gravellona Toce) nel tratto tra Masone e Ovada, con una deroga di quattro ore nella notte tra sabato e domenica, e nel tratto tra Alessandria Sud e l’allacciamento con la A-7.
  • A-10 (Genova-Savona) tra Celle Ligure e l’allacciamento con la A-6 Savona-Torino. Questa interdizione sta creando serie difficoltà ai trasporti da e per il porto di Genova.

Dal 9 luglio scorso Società Autostrade ha di fatto messo al bando i trasporti eccezionali e quindi il transito di tutti i carichi indispensabili, ad esempio per il settore dell’impiantistica, sul primo tronco Genova, di fatto paralizzando l’attività dei terminal portuali liguri in questo settore di importanza strategica. La denuncia è di Trasportounito che precisa come la decisione sia stata assunta unilateralmente senza preavviso da Società Autostrade: è vigente un divieto assoluto di transito sul primo Tronco e solo per il tratto della A26 fra Ovada e Masone in direzione sud è prevista una deroga di 4 ore nella notte fra sabato e domenica. La decisione preclude in modo totale la possibilità di movimentare da e per il porto di Genova, nonché sulla direttrice ovest da e per il porto di Vado e anche verso La Spezia, cargo project, ovvero carichi di vitale importanza per l’intero tessuto economico del paese e per i porti liguri. Per le imprese di trasporti eccezionali, note per la loro professionalità e la qualificazione delle loro risorse umane altamente qualificate, si prospetta quindi un black out totale e l’impossibilità di soddisfare le richieste di trasporto della clientela. I danni saranno incalcolabili – sottolinea Trasportounito – in particolare per il porto di Genova condannato a rinunciare a favore di altri scali concorrenti a una quota importantissima di traffico, in un momento in cui faticosamente sta cercando di recuperare il terreno perso post crollo del Ponte Morandi. “Si parla – ha denunciato Salvatore De Caro, Presidente di Trasportounito Genova – di perdere traffici merce storici per i nostri porti, indotto logistico e industriale ligure, oltre che centinaia di posti di lavoro a rischio e decine di aziende che potrebbero essere condannate al fallimento. Senza parlare poi delle conseguenze disastrose sull’attività dei terminal genovesi”. Sono già numerose le aziende di trasporti eccezionali che stanno addirittura negando le quotazioni sul porto di Genova per evitare ulteriori sorprese derivanti da divieti improvvisi con già permessi in essere e addirittura mezzi e personale su strada.

www.trasportounito.net

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