Al momento non esiste alcuna comunicazione ufficiale, ma da venerdì 18 luglio si rincorrono indiscrezioni su una possibile cessione di Iveco Group da parte di Exor al colosso indiano Tata Motors. A rilanciare la notizia è stata l’agenzia Reuters, facendo schizzare il titolo Iveco Group a +9% a Piazza Affari nella stessa giornata.
La trattativa riguarderebbe Iveco Group, la parte on-road nata dallo spin-off del gruppo CNH. Resterebbe invece esclusa IDV (Iveco Defence Vehicles), il brand del gruppo specializzato nel settore militare.

Il ruolo di Exor e la posizione di Tata Motors
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sarebbero stati emissari di Tata Motors a contattare la famiglia Agnelli, che tramite la holding Exor detiene il controllo di Iveco Group, per avviare le prime fasi della trattativa. Nonostante manchino conferme ufficiali, l’interesse del gruppo indiano sembrerebbe concreto.

La reazione dei mercati e preoccupazioni dei sindacati
Non appena si è diffusa la notizia, la Borsa ha reagito positivamente, con un deciso incremento del titolo Iveco Group, che ha fatto registrare un +9% a Milano. Il mercato ha evidentemente accolto con favore la prospettiva di una nuova proprietà per uno dei principali costruttori europei di veicoli commerciali.
Accanto all’entusiasmo degli investitori, si sono però immediatamente attivate le principali sigle sindacali. I rappresentanti dei lavoratori hanno inviato una lettera al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, esprimendo preoccupazioni per l’impatto occupazionale che una cessione potrebbe comportare.
Iveco è presente con importanti stabilimenti in Italia: a Brescia si produce l’Eurocargo, mentre a Suzzara viene realizzato il Daily. La divisione motori FPT opera invece a Torino e Foggia. Globalmente Iveco Group impiega circa 36.000 lavoratori, di cui 14.000 in Italia.

Un déjà vu: il precedente con FAW nel 2021
Non è la prima volta che Exor valuta la cessione di Iveco Group. Già nel 2021 si era aperto un tavolo con la cinese FAW, ma l’operazione fu bloccata anche per l’intervento del Governo italiano. Resta da capire se questa volta l’accordo con Tata Motors andrà in porto.
Al momento, né Exor né Tata Motors hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
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