Il settore dell’autotrasporto torna a guardare con attenzione ai tavoli istituzionali dopo giorni di forte tensione legati all’aumento dei costi del carburante. Con il Transpotec Logitec ormai concluso, resta aperto il nodo delle accise e della riduzione dei ristori destinati alle imprese del trasporto merci, tema che continua a preoccupare operatori e associazioni di categoria.
L’esecutivo ha fissato per il 22 maggio un confronto con le rappresentanze del comparto nel tentativo di evitare il fermo annunciato da Unatras tra il 25 e il 29 maggio. Una situazione che riporta alla memoria altre mobilitazioni del passato, spesso risolte soltanto a ridosso dell’avvio delle proteste attraverso lunghe trattative tra Governo e associazioni.
Al centro della discussione resta la gestione dell’emergenza energetica nata dopo le tensioni internazionali e le ripercussioni sul prezzo dei carburanti. Per molte aziende di trasporto, il ridimensionamento delle compensazioni sulle accise si traduce in un ulteriore incremento dei costi operativi, in un momento già complicato dall’aumento generale delle spese di gestione.
Caro carburante e autotrasporto, cresce l’attesa per le misure del Governo

Nelle ultime settimane il comparto aveva chiesto interventi rapidi e concreti, soprattutto dopo l’annuncio del credito d’imposta destinato alle imprese dell’autotrasporto. Tuttavia, la mancanza dei decreti attuativi sta rallentando l’accesso alle risorse previste, alimentando malcontento e incertezza tra gli operatori.
Durante i giorni del Transpotec Logitec, conclusosi a Milano, il tema del caro carburante è rimasto al centro delle discussioni tra aziende, associazioni e addetti ai lavori. In molti hanno evidenziato la difficoltà di sostenere margini sempre più ridotti, aggravati dall’instabilità internazionale e dal costo dell’energia.
Un primo segnale di apertura è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha parlato della possibilità di introdurre misure dedicate al comparto qualora la crisi internazionale dovesse proseguire. Un messaggio che il settore interpreta come un tentativo di riaprire il dialogo ed evitare uno stop che rischierebbe di avere pesanti conseguenze sulla logistica nazionale.
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