10 Agosto 2019

Camionisti: il nostro futuro. Cosa faremo tra 10, 20, 30 anni?

Come sarà il futuro? Continueremo a fare i camionisti come abbiamo sempre fatto? Rispondere non è facile, perché la storia corre a ritmi velocissimi e spesso indecifrabili. Se, per esempio, in Europa aumenterà il trasporto su rotaia, India e Cina vedranno crescere il volume dei trasporti su gomma. Insomma, navighiamo a vista, ma vale la pena cercare di capirci un po’ di più…

Il futuro dei camionisti

2018 • 2028: Il prossimo decennio sarà contrassegnato da due punti importanti: la lotta all’inquinamento e il divario tra Oriente e Occidente…

  • Faremo grandi sforzi per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Così, cresceranno le trazioni alternative (gas ed elettrico), che però dovranno prima risolvere i problemi di autonomia e quelli legati allo smaltimento delle batterie (che sono altamente inquinanti). In ogni caso, secondo dati IEA (l’International Energy Agency dell’Onu), nei prossimi dieci anni ci dovremo aspettare un aumento di camion a gas ed elettrici, ma solo per il 15% dei trasporti su strada, perché, fino al 2050, il diesel sarà sempre in testa con l’85%. In realtà, soprattutto in Germania e in Scandinavia, si stanno già sperimentando le autostrade elettriche, con fili come i filobus e con binari da cui i mezzi possono prendere la corrente, ma per arrivarci ci vorrà ancora tempo.
  • Nei Paesi occidentali si cercherà di ridurre il trasporto su gomma ma, a livello mondiale, i ricercatori si aspettano un aumento dei trasporti stradali di India, Cina e dei Paesi in via di sviluppo. Noi registreremo la crescita del trasporto intermodale (nave e treno) con un conseguente incremento del trasporto per la distribuzione urbana, il mondo asiatico invece svilupperà il proprio trasporto stradale. Quindi, gli affari promettono bene per i camionisti cinesi e indiani e abbastanza bene per quelli italiani, anche se a volte dovranno scendere dai camion diesel per salire su furgoni da ultimo miglio o su camion LNG o elettrici.

2028 • 2038: Tra vent’anni, assisteremo allo sviluppo della guida autonoma, a una mutazione del mondo dei camion, con una lenta dissoluzione della categoria dei padroncini e al radicale cambiamento del rapporto camion/camionista. Vediamo allora che cosa ci promette il futuro.

  • Roland Berger spiega che il percorso sarà graduale, ma che «il passaggio finale sarà una piena automazione della guida nella quale il conducente non sarà più richiesto». E, anche se c’è stato qualche incidente, la tecnologia è praticamente pronta. Ci sono da risolvere solo pochi aspetti tecnici, assicurativi e morali (che fa un camion autonomo se deve scegliere tra investire un bambino o salvare la vita del suo autista?). Si tratta di temi difficili, ma con il tempo e con nuove normative, questa tecnologia decollerà, portando diverse conseguenze…

  • L’addio ai camionisti come li abbiamo sempre visti. Il conducente che guida il mezzo e arriva a destinazione e svolge la parte burocratica (e a volte quella fisica) del carico e dello scarico non ci sarà più. Per Gunnar Gburek, portavoce di Timo- Com, la più grande piattaforma di trasporto europea, «la mobilità con mezzi autonomi renderà autonomi anche i processi amministrativi relativi agli ordini di trasporto». Insomma, anche la gestione del trasporto verrà tolta dalle mani del camionista e sarà svolta in ambiente informatico. E dunque, che sarà di noi? Nel suo libro Un ritratto in cifre: 100 numeri per capire l’autotrasporto, Deborah Appolloni racconta che, dal 2010 a oggi, sono scomparse ben 17 mila piccole aziende (il 15% degli autotrasportatori italiani), ma al tempo stesso sono cresciute le grandi aziende. Insomma, già ora, il mercato dell’autotrasporto esclude i padroncini e favorisce l’aggregazione in consorzi e cooperative e lo sviluppo di SpA con migliaia di camion. Si tratta di una rivoluzione che vedrà sparire la figura del camionista che ama il suo camion e che magari lo decora esprimendo se stesso, i suoi gusti e il suo mondo. Cambieranno anche i veicoli. L’entrata in scena del Future Truck 2025 di Mercedes, prevede ancora il conducente a bordo, ma già il T-Pod Einride (elettrico e autonomo) non ha cabina e lascia l’autista a casa.

2038 • 2048:  Tra 30 anni, i nuovi camionisti si saranno trasformati in personale tecnico specializzato. Si perderà lo spirito di una categoria  unica, svaniranno la solidarietà di una volta e il piacere di incontrarsi a un raduno, ma certamente questi quadri super specializzati avranno una nuova cultura che li renderà ancora una volta diversi e unici. Ma che succederà?

  • I camionisti non si metteranno al volante, ma guideranno il camion da remoto (e magari ne guideranno dieci insieme), gestendo tutte le difficoltà che un camionista incontra ogni giorno. Sembra un lavoro di tutto riposo, fatto in una sala controllo, ma mezzi autonomi di livello 5 (senza autista a bordo) possono viaggiare giorno e notte e gli attuali problemi delle ore al volante sarà sostituito dalle ore di gestione della propria flotta

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