6 Marzo 2019

Brexit: mancato accordo tra Ue-Gb. Cosa rischia l’autotrasporto

Il 29 marzo è il termine ultimo entro il quale è necessario trovare un accordo soft tra Unione Europea e Gran Bretagna sulla Brexit. In caso di mancato accordo pesanti sarebbero le ripercussioni sull’autotrasporto. E’ necessario, difatti, che la Gran Bretagna lasci l’Unione Europea con un accordo di recesso, che in questo momento sembra ben lontano. Per questo motivo Bruxelles pensa a una serie di misure per garantire la connettività per il trasporto merci su strada in caso di Brexit senza accordo di recesso.
Ricordiamo che la normativa comune per il libero accesso al mercato internazionale del trasporto è contenuta nel regolamento n. 1072/2009, che elimina per il prestatore di servizi di trasporto merci, qualsiasi restrizione basata sulla nazionalità.
Gli Stati Membri, difatti rilasciano una licenza comunitaria, accompagnata, in caso di conducente cittadino di un paese terzo, da un attestato.
In caso di mancato accordo tra Bruxelles e Londra i servizi di trasporto merci tra il Regno Unito e Stati UE non sarebbero più disciplinati da tale regolamento e conseguentemente, non essendo più gli autotrasportatori britannici vincolati alle norma di Diritto Europeo, in assenza di una licenza valida, agli stessi sarebbe precluso l’accesso al mercato europeo.

Brexit: le proposte per l’autotrasporto 

Per evitare un simile scenario, Bruxelles ha proposto un regime transitorio da applicarsi fino al 31 dicembre 2019,  per consentire ai vettori europei e inglesi di effettuare trasporti internazionali senza limitazioni in merito al numero di viaggi.  Gli autotrasportatori e gli operatori di bus potranno, di conseguenza, trasportare merci e perosne tra il Regno Unito e gli altri Paesi UE. Tale posizione è supportata dal Comitato Comitato economico e sociale europeo: “Auspichiamo vivamente che le autorità britanniche adottino, prima di un eventuale recesso senza accordo del Regno Unito dall’UE, una serie di misure temporanee equivalenti, che garantiscano agli autotrasportatori dell’UE che circolano nel Regno Unito gli stessi diritti accordati, a titolo transitorio, dal regolamento proposto dalla Commissione agli autotrasportatori titolari di una licenza britannica, autorizzandoli a trasportare merci tra il territorio del Regno Unito e quello dei 27 Stati membri che resteranno nell’UE“, ha dichiarato Raymond Hencks, relatore del parere adottato Comitato.

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Il 29 marzo è il termine ultimo entro il quale è necessario trovare un accordo soft tra Unione Europea e Gran Bretagna sulla Brexit. In caso di mancato accordo pesanti sarebbero le ripercussioni sull'autotrasporto. E' necessario, difatti, che la Gran Bretagna lasci l'Unione Europea con un accordo di recesso, che in questo momento sembra ben lontano. Per questo motivo Bruxelles pensa a una serie di misure per garantire la connettività per il trasporto merci su strada in caso di Brexit senza accordo di recesso. Ricordiamo che la normativa comune per il libero accesso al mercato internazionale del trasporto è contenuta nel regolamento n. 1072/2009, che elimina per il prestatore di servizi di trasporto merci, qualsiasi restrizione basata sulla nazionalità. Gli Stati Membri, difatti rilasciano una licenza comunitaria, accompagnata, in caso di conducente cittadino di un paese terzo, da un attestato. In caso di mancato accordo tra Bruxelles e Londra i servizi di trasporto merci tra il Regno Unito e Stati UE non sarebbero più disciplinati da tale regolamento e conseguentemente, non essendo più gli autotrasportatori britannici vincolati alle norma di Diritto Europeo, in assenza di una licenza valida, agli stessi sarebbe precluso l'accesso al mercato europeo.

Brexit: le proposte per l'autotrasporto 

Per evitare un simile scenario, Bruxelles ha proposto un regime transitorio da applicarsi fino al 31 dicembre 2019,  per consentire ai vettori europei e inglesi di effettuare trasporti internazionali senza limitazioni in merito al numero di viaggi.  Gli autotrasportatori e gli operatori di bus potranno, di conseguenza, trasportare merci e perosne tra il Regno Unito e gli altri Paesi UE. Tale posizione è supportata dal Comitato Comitato economico e sociale europeo: "Auspichiamo vivamente che le autorità britanniche adottino, prima di un eventuale recesso senza accordo del Regno Unito dall'UE, una serie di misure temporanee equivalenti, che garantiscano agli autotrasportatori dell'UE che circolano nel Regno Unito gli stessi diritti accordati, a titolo transitorio, dal regolamento proposto dalla Commissione agli autotrasportatori titolari di una licenza britannica, autorizzandoli a trasportare merci tra il territorio del Regno Unito e quello dei 27 Stati membri che resteranno nell'UE", ha dichiarato Raymond Hencks, relatore del parere adottato Comitato.

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