Il mondo della logistica italiana amplia la propria rappresentanza con la nascita di ANIS, Associazione Nazionale Imprese di Servizi e Logistica, promossa all’interno di FEDIT – Federazione Italiana Trasportatori. La nuova realtà è stata presentata al Meeting di Rimini nel corso di un incontro che ha riunito istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni e imprese.
ANIS nasce con l’obiettivo di rappresentare le aziende impegnate nei servizi di logistica integrata e di magazzino e nella distribuzione dell’ultimo miglio, ponendo particolare attenzione agli operatori che rispettano le regole e intendono contribuire alla qualificazione del comparto.
Alla presidenza è stata nominata Michela Crecco, manager e imprenditrice con quasi vent’anni di esperienza nei settori della logistica, dei trasporti e del lavoro in somministrazione.
Una certificazione per poter aderire ad ANIS

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda proprio le condizioni richieste alle aziende interessate a entrare nell’associazione. L’adesione sarà subordinata all’ottenimento di una certificazione di regolarità attraverso la quale verranno verificati diversi aspetti dell’impresa.
I controlli riguarderanno la struttura societaria e la reputazione aziendale, ma anche la solidità economico-finanziaria, l’applicazione del CCNL e la correttezza sotto il profilo fiscale, previdenziale e contributivo.
Una soglia di accesso pensata per selezionare imprese strutturate e affidabili e, nelle intenzioni dell’associazione, contribuire all’innalzamento degli standard lungo l’intera filiera.
Il tema assume particolare rilevanza dopo gli interventi giudiziari che negli ultimi anni hanno riportato in primo piano la questione della regolarità negli appalti della logistica. ANIS intende inserirsi in questo scenario favorendo modelli organizzativi basati sulla trasparenza, sulla qualità del lavoro e sulla conformità normativa.
La nuova associazione parte da una base di circa 10.000 addetti, con un potenziale di crescita indicato fino a 30.000. FEDIT, all’interno della quale nasce ANIS, rappresenta invece oltre 1.000 imprese attive nel trasporto e nella logistica.
Secondo Michela Crecco, la legalità dovrà diventare non soltanto un principio, ma un requisito concreto per l’ingresso nell’associazione. L’obiettivo dichiarato è creare una comunità imprenditoriale capace di valorizzare gli operatori affidabili e favorire rapporti più trasparenti con committenti e Parti Sociali.
Anche Guido Bertolone, presidente di FEDIT, ha sottolineato come ANIS non voglia rappresentare semplicemente una nuova sigla, ma introdurre criteri concreti di appartenenza basati sul rispetto del CCNL e sulla regolarità fiscale e contributiva delle imprese.
Logistica e lavoro: il 96% delle imprese applica il CCNL
Durante la presentazione di ANIS, Randstad Research ha illustrato anche un’indagine condotta nella prima metà del 2026 su un campione di 50 imprese operanti nel trasporto merci, nel magazzinaggio e nella distribuzione.
I dati restituiscono un quadro significativo dell’organizzazione del lavoro nel settore. Il 96% delle aziende analizzate applica il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, mentre l’80% ricorre alla contrattazione di secondo livello.
Tra le grandi imprese quest’ultima percentuale raggiunge addirittura il 100%, evidenziando come gli accordi integrativi siano ormai diventati una pratica consolidata nelle realtà maggiormente strutturate.
La ricerca evidenzia inoltre una crescente diffusione degli strumenti di welfare e della retribuzione variabile. Tra le grandi aziende, il 97% riconosce indennità aggiuntive rispetto ai minimi contrattuali, l’82% utilizza premi di produttività e il 68% mette a disposizione forme di assistenza sanitaria integrativa.
Cambiano anche i sistemi utilizzati per valutare il personale: il 69% delle grandi imprese misura le performance attraverso KPI, mentre il 65% collega i sistemi premianti anche ai comportamenti organizzativi.
Parità di genere, resta ancora molto da fare
Dall’indagine emerge però anche un’area sulla quale il settore presenta ancora margini importanti di miglioramento: la presenza femminile.
Il 31% delle grandi imprese coinvolte nella ricerca ha già ottenuto la certificazione della parità di genere, ma nel 56% delle aziende la componente femminile rimane inferiore al 20% dell’organico.
Un divario sul quale ANIS punta a intervenire favorendo la diffusione di modelli organizzativi più inclusivi, trasparenti e responsabili.
La nascita dell’associazione si inserisce quindi in un momento di trasformazione della logistica italiana nel quale competitività, qualità del lavoro e regolarità delle imprese diventano elementi sempre più strettamente collegati. Una sfida che ANIS intende affrontare partendo proprio dalla selezione degli operatori e dalla definizione di standard condivisi per un comparto strategico per l’economia nazionale.
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